La storia
Nella seconda metà dell’Ottocento la città di Milano stava vivendo una crescita importante e si avvertì il bisogno di dotarla di un nodo centrale per gli spostamenti. La prima stazione Centrale fu collocata vicino al Lazzaretto, parallelamente ai bastioni di Porta Venezia. Venne inaugurata nel 1864 in quella che oggi è piazza della Repubblica, ma che prima era stata piazzale Fiume e ancora prima piazza della stazione Centrale. Il progetto era stato affidato all’architetto Louis-Jules Bouchot, perché in quel momento le maggiori novità architettoniche in ambito ferroviario provenivano dalla Francia. La prima stazione Centrale di Milano, però, non durò a lungo, perché le sue dimensioni e il numero limitato di binari (erano solo sei rispetto ai ventiquattro di oggi) non erano più sufficienti a servire i viaggiatori in aumento.
Dopo aver scartato diverse proposte per adattare la stazione ai nuovi flussi di persone si decise di costruirne una nuova. Nel 1906 venne indetto il Concorso per la facciata della nuova stazione viaggiatori. Questa volta si prevedeva non una stazione passante ma una di testa, cioè nella quale i treni avrebbero dovuto invertire il senso di marcia per ripartire. Al momento della presentazione del bando si erano già decisi quasi tutti gli aspetti del nuovo edificio, cosa che limitava molto le possibilità creative degli artisti partecipanti. Nonostante furono presentati molti progetti la Commissione giudicante non riuscì a trovarne uno che la convincesse abbastanza, quindi il problema della nuova facciata venne rimandato. Il nuovo concorso si svolse nel 1912, e fu vinto dal progetto In Motu Vita dell’architetto Ulisse Stacchini
Da questo momento passarono diciannove anni prima dell’inaugurazione della nuova Stazione Centrale. Negli anni successivi alla vincita del concorso Stacchini realizzò diverse versioni del progetto, per adeguarlo alle esigenze funzionali e per trovare un accordo con i rappresentanti delle Ferrovie dello Stato che avrebbero finanziato i lavori. Con l’arrivo del 1915 e dell’entrata nel primo conflitto mondiale il progetto si bloccò, per poi riprendere solo nel 1925, sotto il regime fascista, che impose il proprio linguaggio all’apparato decorativo. Nel corso dei sei anni successivi Stacchini dovette occuparsi anche del disegno di altri disegni per la Stazione, che comprendevano tutti gli esterni e gli interni con i loro arredi, tra cui quelli del Padiglione Reale. I lavori per la nuova Centrale proseguirono rapidamente e senza interruzioni, fino al giorno dell’inaugurazione, il 1° luglio del 1931.